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La vela latina in Sardegna

Crea: 06/06/2016 - 13:54
Regata di vela latina sull'Isola di San Pietro

La vela latina in Sardegna

L’armo latino è stato il primo dotato di vela di taglio a diffondersi in modo capillare nel Mar Mediterraneo. Esso è costituito da una maestra, la vela latina appunto, inferita su un’antenna, e da un fiocco, murato su un bompresso. 
Le grandi qualità di questo tipo di armo si possono scoprire facilmente provando una vela latina in una giornata con forti raffiche di maestrale: l’antenna, sotto raffica, flette facendo scaricare la vela. Un altro grande pregio è la capacità di riuscire a risalire il vento, rispetto agli altri armi antichi. Per questi motivi la vela latina è onnipresente in tutto il mare nostrum e può essere identificata come l’icona delle barche tradizionali utilizzate dai pescatori, che usavano navigare a vela quando le condizioni lo consentivano, e che avevano bisogno un’imbarcazione in grado di risalire il vento.
I tipi di imbarcazioni presenti in Sardegna derivano molto probabilmente da quelle che si trovano in altre località come la Liguria, la Campania, la Spagna e la Tunisia. Le coste sarde erano infatti poco popolate, e i pochi centri marinari, piccole comunità indipendenti, furono in realtà creati da gente di fuori. Questo è il caso, ad esempio, di Carloforte e Cala d’Oliva, sull’Asinara, la cui gente dovette trasferirsi nell’odierna Stintino per consentire la costruzione sull’isola del penitenziario.
Affermare che le barche sarde siano delle copie di quelle di altre località è comunque sbagliato. Ogni marineria ha le proprie tipologie di barche, studiate per l’utilizzo specifico (per esempio il tipo di pesca) e le condizioni tipiche della località. Gran parte delle barche da lavoro presenti in Sardegna, pur subendo l’influenza campano e ligure, sono state adattate alle condizioni del luogo.
Gli scafi che si sono diffusi sulla costa occidentale della Sardegna presentano sezioni profonde e ben scavate a prua e a poppa, e sono realizzati con le medesime tecniche e gli stessi tipi di legni (abete o pino per il fasciame, di spessore importante, e quercia per le ordinate). Barche di questo tipo sono certamente adatte ai regimi di vento dell’isola, a differenza delle barche liguri che erano a fondo piatto e di costruzione leggera, per facilitare la voga e le operazioni quotidiane di alaggio e varo dalle spiagge.
Spesso i carpentieri prendevano spunto da barche di altri lidi, attingendo soluzioni che ritenevano valide, forme della carena e dell’opera morta, che rielaboravano per applicarle alle proprie esigenze. I Maestri d’Ascia erano dei veri e propri artisti nel fare ciò. Essi non realizzavano mai due barche identiche, visto che seguivano le indicazioni dei committenti, e avevano quindi quasi sempre richieste differenti; il Maestro d’Ascia traduceva le diverse preferenze di ogni pescatore con forme di coperta e di carena differenti.
Ad ogni modo si possono individuare in ogni località delle tipologie di scafi dalle caratteristiche comuni. A Carloforte l’imbarcazione tipica è la carlofortina, gozzo di piccole dimensioni, con prua e poppa verticali, interamente pontata. Altre imbarcazioni tipiche dell’Isola di San Pietro sono le “bilancelle”, riconoscibili dalla prua slanciata detta a violino, usata per la pesca delle aragoste e quindi dotata di un vivaio al centro; il battello, nato per scopi commerciali e usato per il trasporto di minerali estratti dalle miniere dell’isola carlofortina.
E’ interessante notare come in località sarde tra loro relativamente vicine spesso erano presenti tipi di imbarcazioni molto diverse. Altre volte, al contrario, in località abbastanza distanti, erano presenti scafi molto simili tra loro, essendo risposta ad esigenze comuni. Un esempio sono alcune lance di piccole dimensioni (circa venti palmi) presenti a Stintino, dotate di armo non latino, ma con randa portoghese, e di una lama di acciaio come deriva alloggiata in una scassa nella chiglia. Questo tipo di imbarcazione era utilizzato anche a Carloforte, dove veniva chiamato canotto. Talvolta le medesime esigenze danno vita ad imbarcazioni differenti in marinerie distanti tra loro. Ad esempio la tipica imbarcazione algherese, la spagnoletta, di chiare origini catalane, è facilmente distinguibile dalle imbarcazioni usate a Carloforte per il medesimo scopo, la pesca alle aragoste con le nasse.
Oggi molte imbarcazioni tradizionali sono state riarmate a vele latina invertendo la tendenza che l’avvento del motore aveva causato. Questi scafi si sfidano in spettacolari regate riservate ad essi a cui prendono parte molti armi. Il successo di questi eventi è dovuto all’unione del fascino delle imbarcazioni tradizionali e dell’eleganza delle vele latine.

 

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Pietro Cappai

Realizzo siti web ed insegno nella scuola superiore di secondo grado. Amo il mare, gli sport velici e la musica. Vivo a Carloforte sull'Isola di San Pietro in Sardegna. Potete visitare il mio sito personale a http://www.pietrocappai.info.